Come avviene il recupero dei materiali non ferrosi

Scritta il 10/02/2022
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Come avviene il recupero dei materiali non ferrosi

Estrarre materiali non ferrosi è un processo dispendioso e inquinante. Sfruttare gli elementi di scarto, trattarli e riutilizzarli è un’ottima soluzione per ridurre gli sprechi, ottimizzare i costi e diminuire la quantità di rifiuti. Ecco come avviene il recupero di materiali non ferrosi.

Materiali non ferrosi: cosa sono 

Si definiscono materiali non ferrosi tutti quei metalli che non contengono ferro. Questi trovano applicazione in diversi settori e sono suddivisi in tre macro gruppi sulla base del loro peso e volume. Tra i metalli non ferrosi ultraleggeri - meno di 2000 kg per metro cubo - rientra il magnesio. Alluminio e Titanio, invece, sono metalli leggeri - da 2000 a 5000 kg - . La categoria pesanti - oltre i 5000 kg -, infine, comprende il rame, il piombo, il nichel, lo stagno e lo zinco.

Questi materiali sono contraddistinti da alcune caratteristiche dominanti. I metalli non ferrosi, innanzitutto, sono più leggeri, semplici da processare ed economici rispetto ad altri materiali. L’ottima predisposizione alla lavorabilità e fondibilità contribuisce a facilitare i processi di recupero e riciclo dei materiali di scarto. I metalli non ferrosi conservano le loro proprietà se sottoposti ad alte temperature, resistono perfettamente alla corrosione e all’usura e sono buoni conduttori elettrici. Grazie a queste peculiarità trovano applicazione nel settore della produzione delle apparecchiature elettriche.

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Come avviene il recupero di materiali non ferrosi 

Il riciclo dei materiali di scarto è una procedura di fondamentale importanza, in quanto contribuisce a preservare il territorio e a ridurre i costi. Il recupero di materiali non ferrosi è affidato ad aziende specializzate. Queste, in una prima fase, si occupano di selezionare e controllare i rottami in entrata per verificare l’adeguatezza alle normative imposte e la non pericolosità: non tutti i materiali, infatti, possono essere sottoposti a trattamento.

Successivamente, sulla base della tipologia di metallo, il personale procede con la lavorazione: i rifiuti vengono modificati utilizzando cesoie meccaniche o manuali con lo scopo di recuperare gli elementi riutilizzabili. L’ultimo stadio riguarda il controllo sicurezza in uscita e lo stoccaggio, cioè la sistemazione dei materiali in grandi magazzini, in attesa di iniziare le operazioni di reindirizzamento. Le aziende incaricate si occupano, inoltre, della valutazione economica del ricavato e della ri-disposizione sul mercato.

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La selezione di un’azienda a cui affidarsi per il recupero di materiali non ferrosi è spesso una scelta complicata. Il rispetto degli standard di sicurezza e delle normative vigenti, la professionalità del personale e l’offerta di servizi precisi e puntuali sono alcuni dei criteri da considerare. Noi di Argo Metal siamo una realtà professionale e attenta, attiva nel settore della trasformazione di rifiuti metallici e non metallici. Se sei alla ricerca di un'azienda specializzata nel recupero di materiali non ferrosi, restiamo in contatto!

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Scritta il 10/02/2022